Cookie Policy

50 anni fa il salvataggio di Abu Simbel

DiAdriana

50 anni fa il salvataggio di Abu Simbel

Cinquanta anni fa la nota impresa italiana Salini Impregilo ha partecipato insieme al consorzio Unesco al salvataggio dei millenari templi di Abu Simbel.

Le statue a causa dell’esondazione del Nilo e della creazione della Diga di Assuan rischiavano di sparire per sempre. Furono due le opzioni proposte: quelle di alzare i templi di circa 60 metri oppure spostarli in una zona lontana dal pericolo. Alla fine si optò per la seconda opzione, i templi furono infatti spostati di alcune centinai di metri.

Le operazione di spostamento durarono dal 1960 al 1968. La tecnica impiegata per portare in salvo i templi fu quella di tagliare le opere in blocchi, in totale lo staff di 2000 tecnici specializzati contò 1003 blocchi che vennero poi trasferiti nel nuovo complesso. L’impresa Salini Impregilo ha celebrato questa spedizione pubblicando alcune immagini esclusive della spedizione nel libro ricordo “Nubiana”.

E’ stato necessario mettere a repentaglio opere millenarie per la costruzione di una nuova diga?

Noi di GESI in questi anni ci siamo spesso imbattuti nella misurazione di molte dighe italiane tra cui: la diga di Persano, la diga di Cannamasca e la diga di Muro Lucano. Effettivamente costruire una diga in un territorio da un lato ha sicuramente un impatto ambientale per il territorio circostante, la sua flora e la sua fauna ma di certo ci sono dei benefici.

Nel caso della diga di Assuan si tratta di un’opera immensa: è lunga 3600m e larga 980m alla base e 40m sulla sommità, per un’altezza di 111m. Arriva a contenere un volume d’acqua di 43 milioni di mc, invece quando le chiuse sono aperte massimo possono far uscire fino a 11.000mc d’acqua. La diga come già detto forma il lago artificiale di Nasser, un lago che una superficie di circa 6000km². La diga nel 1973 scongiurò il pericolo di un’imminente carestia, inoltre nei pressi del lago Nasser si è sviluppata un’industria di pesca che però attualmente è ancora un’attività ai suoi esordi.

La cosa più importante è però il sistema di generazione di energia elettrica, infatti alla diga sono collegati 12 generatori di corrente ciascuno di 175 MW per una potenza installata di più di 2 GW. Negli anni Settanta permise a quasi tutti gli egiziani di avere per la prima volta una connessione elettrica, ad oggi questo sistema riesce a generare più della metà dell’energia elettrica necessaria all’Egitto.

La Diga di Assuan poteva davvero costare cara alla storia dell’Egitto, è per questo che bisogna valutare ogni ipotesi nel momento in cui si progetta un’opera importante come nel caso di una diga!

#TenYearsChallenge Bologna
GESI è multitasking!

Info sull'autore

Adriana editor

Lascia una risposta